Chi siamo
La storia del Villaggio S. Antonio

Il Villaggio S. Antonio inizia a svilupparsi a Noventa Padovana nell’estate del 1955, quando i primi orfanelli vengono trasferiti da Villa Tron, accanto alla Basilica del Santo, a Villa Giovanelli, che diventa così la nuova sede dell’Orfanatrofio Antoniano.

Nel 1965 prende avvio l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato privato, settore arti grafiche.

Nel 1972/1973 al Villaggio S. Antonio è presente per la prima volta una sezione distaccata della scuola media statale di Noventa Padovana, che darà origine col tempo al doposcuola, Istituto Educativo Assistenziale Diurno per minori.

Nel maggio del 1985 viene fondata l’Associazione di volontariato “Mario Tommasi” e prende avvio ufficiale la comunità per minori.

Nello stesso anno, alle molteplici attività esistenti di carattere educativo, sportivo e scolastico, si aggiungono il CEOD – Centro Educativo Occupazionale Diurno “C.R.I.C.E.T.O.” e il corso di formazione professionale “Massimiliano Kolbe”, a contributo regionale, entrambi rivolti a persone con disabilità. Circa quaranta portatori di handicap si trovano così a convivere al Villaggio con 380 minori normodotati.

Nel 1986 apre la prima comunità alloggio per disabili. Sia la comunità minori che quella per disabili, nell’arco di poco tempo migrano all’esterno del Villaggio, per vivere nella normalità di un territorio e di una comunità locale.

Nel 1987 la comunità minori si trasferisce a Perarolo di Vigonza e nel 1990 a Ponte di Brenta; è un piccolo nucleo composto da quattro ragazzi e due educatori, inserito in un contesto territoriale, con uno stile di vita semplice, ma soprattutto caldo e affettivo, che prenderà il nome dal 1992 di “Casa dell’Alleanza”.

Nel settembre 1988 nasce alla Mandria “Casa Serena”, una comunità alloggio per persone con disabilità, sul modello delle comunità dell’Arca di Jean Vanier.

Nell’aprile del 1990 viene inaugurata la Barchessa di Villa Giovanelli, che da lì in poi accoglierà in tre appartamenti le comunità “Casa Serena”, “Sorgente” e “Sentiero” per persone portatrici di handicap, con l’impiego di personale dipendente specializzato, volontari e obiettori di coscienza coordinati dalla comunità dei frati.

Dall’estate del 1993, a Noventa Padovana, in un piccolo appartamento di via Valmarana, vengono accolti in una “comunità di sgancio” due ragazzi con un volontario per dare continuità al percorso educativo che avrebbe dovuto concludersi al compimento della maggiore età. È un luogo dove poter proseguire alcuni percorsi di autonomia e responsabilizzazione con i ragazzi che, divenuti da poco maggiorenni, necessitavano ancora di essere aiutati. La comunità viene chiusa nel 2000.

Nel 1996 si apre una terza comunità per minori a Peraga di Vigonza e accoglie quattro minori. La comunità viene chiusa definitivamente nel 2002.

L’anno scolastico 1996-1997 è l’ultimo dell’Istituto professionale grafico.

A gennaio 2000 la comunità minori di Ponte di Brenta si trasferisce a Noventa Padovana in via Sabbioni, dove accoglie sei ospiti. Viene chiusa definitivamente alla fine del 2014.

Nel 2001-2002, con la chiusura dell’ultima sezione distaccata della scuola media di Noventa, si sceglie di avviare un servizio educativo pomeridiano, con l’Eppicentro, centro educativo pomeridiano per ragazzi e ragazze. Questo servizio si pone in continuazione con il doposcuola che per tanti anni aveva caratterizzato il Villaggio, ma in un’ottica più marcatamente educativa.

Nel 2003 si conclude l’ultimo corso del Centro di Formazione Professionale “M. Kolbe”.

A gennaio 2004 apre la comunità educativo terapeutica per minori “Terzo Piano”, voluta per rispondere alle pressanti richieste di accoglienza di soggetti che presentavano forme di disagio sociale, familiare ed evolutivo già grave, accogliendo 7 ragazzi. La comunità verrà definitivamente chiusa nel 2008.

Nei primi anni 2000 il Villaggio decide di continuare a scommettere in una cultura di “tessitura dei rapporti” con tutti coloro, enti pubblici e/o privato, si trovassero con lui in prima linea sul fronte del sociale e dei diritti dei minori e disabili. Da ciò scaturiscono proposte di convegni o giornate seminariali, partecipazioni a progetti locali o regionali:

  • Rete di Famiglie (2000).
  •  Progetti “Punto di Ritrovo” (2002-2004) e ”L’educatore nella comunità” (2004-2005) per la prevenzione del disagio giovanile.
  • Progetto “Azimut” (2004-2005) per la prevenzione del disagio adolescenziale e in particolare per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.
  • Progetto “Preventive Collection” (2004-2006) in collaborazione con il Sert-ULSS16 di Padova per favorire azioni di prevenzione al disagio minorile.
  • Progetto “Rete di reti” (2004-2005) per la creazione di reti di solidarietà nel territorio.
  • Organizzazione dei Centri Ricreativi Estivi comunali (2002-2004).
  • Collaborazione con il Comune di Padova per il progetto “Affido”.
  • Partecipazione attiva a coordinamenti di settore o a tavoli di lavoro specifici.
  • Progetto “In cordata” (2007).
  • Progetto “Ever Up”.

Nel 2011 viene attivato un servizio di accoglienza di quattro soggetti migranti, proseguito fino a settembre 2012.

Nel 2014 viene avviato il Progetto “Diamoci del Tempo”, una forma di sollievo per le famiglie degli ospiti con disabilità dei Centri Diurni .

Dal 23/11 al 31/12  del 2015 si svolge il “Progetto Sollievo” in collaborazione con l’Ulss 16 e nello stesso anno prende avvio il Progetto “Tieni il Tempo” per minori con disabilità.

Nell’estate del 2015 parte il Centro Estivo “E-State Insieme” per minori con disabilità e non, che si ripete poi negli anni successivi.