
NOI STIAMO CON GLI ULTIMI
Gli ultimi, coloro che non hanno voce. Li intravediamo ai bordi delle strade dove sfrecciamo carichi dei nostri egoismi: non fanno parte del sistema, perché non producono, sono inutili, anzi, fanno spendere. Sono brutti, sporchi e cattivi. La loro presenza inquietante e le loro grida perforano i nostri timpani e arrivano direttamente al cuore.
Antonio di Padova, seguace di Francesco d'Assisi, entrambi lanciati dietro alle orme di un certo Gesù che percorreva le strade della Palestina annunciando una buona notizia a poveri, ammalati e peccatori, decise che così non andava bene. La sorte degli altri ci deve interessare, importare, ce ne dobbiamo fare carico liberandoci dalla sindrome di Pilato: io me ne lavo le mani, pensateci voi!
La solidarietà, condita con il rispetto e l'affetto e cotta al fuoco lento del servizio, e servita mettendo al centro la persona, la sua dignità e il suo valore, è sempre stata un desiderio e un modo d'essere dei frati minori conventuali che custodiscono presso la Basilica di S.Antonio a Padova le sue spoglie mortali.
Per questo, nel lontano 1952, è sorto a Noventa Padovana il Villaggio S. Antonio
L'impegno che tutti assieme, frati e amici, ci prendevamo era chiaro: discernere e ascoltare attentamente il grido che si alzava dalle periferie della storia, e farsene di volta in volta carico. All'inizio saranno schiere di orfani, poi, mutati i tempi, persone con disabilita' e minori in grosse difficoltà familiari.
Cambiava poco: erano e sono cuori feriti, straziati nella carne o negli affetti, abbandonati o offesi nella dignità, senza genitori o con genitori assenti, famiglie da aiutare e da valorizzare come risorsa per sé e per gli altri.
Ci sono i ragazzi e le ragazze disabili dei Corsi di formazione professionali "M. Kolbe", quelli con disabilita' del Ceod "Criceto" e delle Comunità alloggio della "Barchessa", i minori del Centro pomeridiano educativo e delle comunità alloggio "Casa dell'Alleanza".
C'erano e ci sono frati, suore (francescane missionarie di Assisi), giovani e meno giovani, persone dipendenti e altre che rubano un po' di ore o alcuni mesi al proprio lavoro o al proprio riposo per venire a condividere la nostra vita, per dare una mano e riceverne il centuplo, attraverso l'associazione di volontariato "M. Tommasi", l'Anno di Volontariato Francescano, gli obiettori di coscienza e il gruppo degli ex-allievi.
Crediamo tutti nel sogno di un modo diverso di stare assieme, di una diversa scala di valori, dove non ci siano primi ed ultimi, dove tutti hanno qualcosa da mettere a disposizione degli altri, e qualcosa da ricevere. Proprio come in un villaggio!